Mostra | Van Gogh, il disegno e il colore

Valentina Casarotto

Nel grandioso salone della Basilica palladiana di Vicenza è allestita l’esposizione temporanea “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, curata da Marco Goldin. Il percorso monografico illustra l’evoluzione stilistica dell’artista attraverso 86 disegni e 43 dipinti, provenienti in massima parte dal Kröller-Müller Museum di Otterlo e da qualche altro Istituto.

La scelta di Van Gogh di dedicarsi all’arte è una decisione sofferta e di ripiego, adottata dopo aver tentato numerose professioni, tra cui mercante d’arte e predicatore, e purtroppo la sua parabola artistica, fulgida e inimitabile, si è consumata tutta nel decennio 1880-1890, con la creazione di oltre 900 dipinti e migliaia di disegni. Pur non ospitando i classici capolavori, la mostra vicentina scandisce attraverso le sale sia i soggiorni dell’artista nelle diverse località sia le varie fasi del suo stile pittorico.

 

Vincent Van Gogh, Studio di albero, 1882 (lineadombra.it)

Speciale attenzione è dedicata al periodo olandese, agli anni della formazione, il periodo documentato dalla maggior parte dei disegni esposti – opere di grande formato che denotano la vivace sperimentazione sulle tecniche del pittore neofita. Di fatto i disegni rappresentano il vero punto di forza dell’esposizione.

Vincent Van Gogh, Tessitore al telaio, 1884 (lineadombra.it)

Oltre ai paesaggi, Van Gogh in questo periodo dipinge il mondo dei contadini, il lavoro dei tessitori, le donne con le cuffie tradizionali. La presenza di un Seminatore di J. F. Millet e di poche opere di altri artisti permette di tracciare le influenze stilistiche e tematiche che a qual tempo suggestionavano il giovane Van Gogh.

 

Un deciso cambio di stile si realizza in corrispondenza del soggiorno parigino (1886- 1888) che mette in contatto l’artista con gli impressionisti, giunti alla loro ultima mostra, e con i giovani esponenti del Puntinismo. Il turbine di stimoli artistici e culturali della capitale permette a Van Gogh di sviluppare quella libertà espressiva che diviene la cifra più originale della sua produzione.

Vincent Van Gogh, Vaso con garofani, 1886 (Wikimedia Commons)

 

La maturazione artistica dell’uso audace e pieno del colore avviene durante il successivo soggiorno ad Arles del 1888. Il periodo provenzale è da un lato particolarmente felice per vena creativa e ricerca tematica, ma dall’altro è contrassegnato dal progressivo decadimento della salute fisica e psichica dell’artista, che culmina nell’episodio drammatico del taglio dell’orecchio e segna la fine della tormentata convivenza con Paul Gauguin.

Vincent van Gogh, Il ponte di Langlois ad Arles, 1888 (lineadombra.it)

 

Abbastanza insolito è l’allestimento di un plastico, che ricrea l’intero complesso monastico, usato come manicomio, di Saint-Paul de Mausole di Saint-Rémy. L’espediente scenico documenta il soggiorno volontario dell’artista, tra il 1889 e il 1890, e permette di ricontestualizzare gli scorci ripresi nei dipinti di Van Gogh nei mesi di degenza, quando dipinge i paesaggi limitrofi e il giardino dell’ospedale, oppure quando, impossibilitato ad uscire per le sue crisi, riprende i temi dei disegni del decennio precedente e li realizza con il nuovo stile.

Vincent van Gogh, Giardino dell’ospedale di Saint-Rémy, 1889 (lineadombra.it)

 

Una successiva sezione di opere dedicate ai campi di grano realizzati durante il soggiorno di Auvers-sur-Oise conclude il percorso, visualizzando gli ultimi giorni di Van Gogh, morto suicida dopo due giorni di agonia, il 29 luglio 1890.

Vincent van Gogh, Paesaggio sotto la pioggia ad Auvers, 1890 (lineadombra.it)

 

Inaspettatamente è proposta una seconda conclusione dell’esposizione che offre una sezione di dipinti dell’artista contemporaneo Matteo Massagrande, realizzati sulla suggestione del monologo teatrale sugli ultimi giorni di vita di Van Gogh scritto dal curatore.

 

Fino all’8 aprile 2018
Van Gogh. Tra il grano e il cielo
Vicenza, Basilica Palladiana

 

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