Arte e Magia. Influssi dell’esoterismo sul simbolismo e sulle avanguardie

Valentina Casarotto

Tra il 1880 e il 1925 l’intera Europa venne percorsa da fermenti esoterici e tensioni magico-irrazionalistiche che trovarono nel movimento simbolista prima e nelle avanguardie poi un terreno poetico adatto a rinnovare figurazioni e miti arcani e misteriosi. Il merito dell’esposizione di Rovigo è quello di ricreare nella sequenza delle sale quel clima culturale.

Accanto a nomi di artisti di sicuro richiamo – quali Klee, Kandinskjy, Mondrian, Munch – la mostra ha il pregio di esporre anche artisti di valore – come Odillon Redon, Alberto Martini, Frantisek Kupka, Ferdinand Hodler, Leonardo Bistolfi, Gaetano Previati, Giacomo Balla per citarne alcuni – con una scelta di opere che ben illustrano la complessità che il fenomeno assunse nel periodo considerato.

Con un allestimento sobrio e d’atmosfera, le 10 sale sono concepite come un percorso iniziatico per guidare il visitatore-neofita attraverso i vari e diversi gradi della comprensione dell’esoterismo.

 

G. Kienerk “Il Silenzio” (1900)

Il percorso inizia con un invito alla segretezza: il gesto che impone il silenzio è il primo monito per coloro che vogliono accedere all’esoterismo. Tra sfingi e sensuali donne velate, come nel dipinto di G. Kienerk “Il Silenzio” (1900), il gesto esorta al dovuto riserbo e a far tacere la voce della ragione per riuscire a percepire il sussurro dell’inconscio e dell’irrazionale.

 

Salon de la Rose + Croix (Wikimedia Commons)

Il centro delle tensioni esoteriche fu Parigi e Josephin Péladan, alias Sâr Mérodack, rivestì la carica di gran sacerdote di questo “Rinascimento occultista”. Dal 1892 al 1897 con le affollatissime esposizioni artistiche del Salon de la Rose + Croix, Péladan promosse l’arte e la letteratura simbolista come viatici per i mondi nascosti.
La sezione forse più suggestiva è quella che ospita le raffigurazioni di messaggeri di questo immaginario fantastico eirrazionale: animali notturni in lugubri foreste, seducenti diavoli e assetati vampiri,bellissime streghe epotenti maghi pronti a carpire ogni nostro segreto. Un carosello di opere in cui gli artisti, ammaliati da queste creature, hanno saputo trasferiretutta la potenza e la forza irresistibile di quel mondo, come la superba Circe di Louis Chalon.

Louis Chalon, Circe

 

Le pratiche di spiritismo e occultismo – una vera e propria moda –sono documentate in mostra sia da dipinti con sedute spiritiche e fantasmi sia da eleganti oggetti di culto, come il tavolo ouija o il tamburello che è stato scelto come icona dell’esposizione.

Una sezione chiariscono gli influssi esercitati dalla spiritualità orientale sulla sensibilità occidentale e le conseguenti fascinazioni e ibridazione che interessarono le arti; alcune sale illustrano il passaggio della pittura dalla figurazione all’astrattismo: da un lato la ricerca di forme di rappresentazione simboliche e spirituali – a cui aderirono Kandinsky, Klee e Itten – e dall’altro l’affermazione di un linguaggio pittorico che ricomprende nella realtà il senso del magico e del misterioso, visualizzando fenomeni psichici invisibili come l’aura e l’anima.

L’ultima sala è dedicata all’illustrazione,il mezzo con cui l’esoterismo ha saputo diffondere gli stilemi di un gusto e nel contempo realizzare proselitismo e consenso. Paradigmatiche le quattro parole del mago “Sapere, osare, volere e tacere”, codificate da Eliphas Levi, chiudono l’esposizione e ne riassumono pienamente il senso.

 

ARTE E MAGIA. Esoterismi nella pittura europea dal Simbolismo alle Avanguardie Storiche.
a cura di Francesco Parisi

fino al 27 Gennaio 2019
Rovigo, Palazzo Roverella

Per maggiori informazioni sulla mostra clicca qui

 

(Crediti immagini: studioesseci.net)

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