Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Redazione

Lo scorso 3 gennaio è uscito nelle sale italiane “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”, il film di Julian Schnabel che ripercorre gli ultimi anni di vita del pittore olandese. Attore protagonista è Willem Dafoe, premiato con la Coppa Volpi per il Miglior attore alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia.

Il film racconta gli anni trascorsi da Van Gogh ad Arles, nel sud della Francia, il rapporto con Paul Gauguin e con il fratello Theo, le nevrosi e i ricoveri periodici in un ospedale psichiatrico. Non si propone, però, come un film biografico ma come una interpretazione delle percezioni dell’artista e della sua pittura.

“Ci sono moltissime parti di questo film che sono in silenzio e moltissime parti narrate in prima persona. È come se non stessimo guardando un film su Van Gogh, ma come se fossimo Van Gogh”, ha raccontato il regista.

La pellicola deve il suo nome all’opera Sulla soglia dell’eternità (Vecchio che soffre), un dipinto a olio su tela realizzato nel 1890, durante uno dei ricoveri presso l’istituto psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence. L’opera venne completata all’inizio di maggio, circa due mesi prima della sua morte.

Sulla soglia dell’eternità (Vecchio che soffre), Vincent Van Gogh, 1890 (Wikimedia Commons)

Schnabel, pittore statunitense, ha esordito come regista nel 1996 con il film dedicato a Jean-Michel Basquiat, l’artista di Brooklyn morto per overdose di eroina nel 1988.

 

(Crediti immagine di apertura: IMDB)

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