A caccia di bufale

Elisabetta Tola

C’è un mestiere che si fa sempre più strada nell’epoca dei media globali, dell’overload di informazione, della user generated content, ovvero della quantità di contenuti creati, prodotti e fatti circolare direttamente dagli utenti su scala globale e non più solo locale. E’ quello del debunker. Del cacciatore di bufale, dello smontatore delle pseudoteorie più bizzarre e talvolta, purtroppo, anche più virali. Non che non esistesse in epoche pre-rete. Il bisogno di ristabilire una verità fattuale, dopo che teorie più o meno fantasiose si sono affermate nell’immaginario popolare e diffuso, accompagna senza dubbio la storia umana nei secoli e non è certo associato solo alla comunicazione dell’era Internet.

Ma in questi ultimi 20 anni molte cose sono cambiate. A partire dalla disponibilità di documenti e dati che prima erano appannaggio solo di chi aveva accesso a determinati archivi e fonti. Oggi, in un certo senso, l’operazione di debunking, la verifica delle informazioni e la decostruzione delle teorie complottistiche, pseudoscientifiche o semplicemente delle informazioni assemblate in modo inaccurato e poco rispettoso dei fatti reali, è alla portata di tutti. Di tutti quelli interessati a leggere e far circolare informazioni reali,

Uno dei più capaci rappresentanti di questo filone di verificatori instancabili è, nome omen, Paolo Attivissimo. Molto conosciuto in rete per la sua attività di blogger, saggista, autore di libri e programmi radio, Attivissimo ha costruito una vera e propria identità e attività professionale sul debunking, ben documentata sul suo sito Il disinformatico, da tempo punto di riferimento di una fetta di lettori appassionati.

Tra le sue tante attività, Paolo Attivissimo va spesso in giro per conferenze, festival e incontri pubblici, spiegando il suo metodo di lavoro e incoraggiando le persone a fare lo stesso, a verificare le informazioni in modo puntuale.

In questa lezione, fatta nel 2009 a giornalisti, comunicatori e altri iscritti del CICAP, l’associazione fondata da Piero Angela, Paolo Attivissimo spiega come gestire e smontare la bufala, che continua a circolare in rete, che afferma che lo sbarco sulla luna in realtà non ci sia mai stato e che sia stata tutta una costruzione politico-mediatica statunitense. Il video qui sopra è il primo di una serie, tutti reperibili sul canale YouTube di Paolo Attivissimo.

Il primo elemento vincente è il registro. Non è arrogante, non è un anfitrione né un personaggio troppo teatrale. Ascoltandolo ci si trova davanti a una persona assolutamente pacifica e normale, tranquillizzante, uno che potremmo incontrare durante una cena o al mattino a scuola o in ufficio. Non uno animato dal furor sacro di dover convincere a tutti i costi chi gli sta di fronte. Né uno che usa la forza delle proprie ragioni per ridurre al silenzio i sostenitori delle posizioni contrarie. Non apre conflitti, non sfida a colpi di sarcasmo e sorrisetti.

Il secondo elemento sta nella trasparenza del suo metodo. Non pretende di avere fonti di difficile accesso. Nè sfoggia, come spesso accade ai giornalisti, conoscenze che facilitino il suo lavoro, documenti spuntati fuori dalle pieghe del sistema, circuiti privilegiati. Al contrario, propone un metodo basato sulla semplice voglia di documentarsi su quanto è già ampiamente disponibile in rete, nelle biblioteche, sulle riviste specializzate.

E così, ottiene un doppio risultato. Spiega come la verifica delle informazioni sia spesso alla portata del pubblico e lo fa con un discorso pubblico efficace. Non è nemmeno afflitto dall’eccesso di ego, altra diffusa abitudine di chi parla spesso in pubblico. Al contrario, Attivissimo fa spesso riferimento all’aiuto e collaborazione che riceve sia dai propri lettori, con i quali intrattiene un dialogo su alcuni social media, sia da molti esperti e tecnici cui si rivolge per avere informazioni specifiche.

Ci sono alcuni tratti comuni del modo di parlare di Attivissimo che rendono il suo metodo di debunking molto efficace, soprattutto quando parla in pubblico. A suo merito va il fatto che il suo stile di non cambia quando, invece di rivolgersi a un pubblico specializzato, si rivolge a un pubblico generico. Un esempio, nel video successivo, è quello della conferenza data nel luglio 2013 a Varese nell’ambito dell’Estate Scientifica. Nonostante il contesto molto diverso, i toni, il ritmo e il linguaggio del relatore rimangono gli stessi.

La sua forza risiede nella ragionevolezza di quello che dice. Per esempio quando spiega che il primo passo per smontare una teoria bizzarra sta nel valutare e leggere attentamente la mole di documenti tecnico-scientifici o specialistici a supporto della veridicità di un fatto. Nel caso specifico, quello dello sbarco sulla luna, Attivissimo elenca i documenti di archivio, con relativi link per accedervi, che contengono migliaia di informazioni, dettagli, descrizioni, progetti e report su tutto il lavoro preparatorio, le missioni precedenti, l’organizzazione della grande missione lunare, le analisi puntuali di problemi e soluzioni. Davanti a una tale messe di dati è molto più difficile sostenere l’idea che un manipolo di complottisti abbia costruito ad arte qualche fotografia e documento per far credere al mondo che lo sbarco sia avvenuto quando in realtà non c’è stato. Incrociando i dati, mettendo a confronto le informazioni è evidente che il quadro è coerente, che tutti i pezzi del puzzle sembrano coincidere e formare un’unica immagine, quella di una grande missione che ha coinvolto migliaia di ricercatori e tecnici e che è stata compiuta solo attraverso anni di esperimenti e prove di cui esistono molteplici tracce ed evidenze.

Attivissimo è anche molto attento ad alcune parole chiave: è utile mettere i documenti tecnici a confronto con quelli ufficiali. Attenzione, dice, a non voler far passare il messaggio che i documenti ufficiali sono veri in quanto bollati come tali dalle istituzioni. Se così fosse finirebbero con l’avere il valore delle veline, addirittura, in qualche caso, di essere percepiti come propaganda. I documenti ufficiali vanno letti, senza dubbio, ma per operare confronti e analisi comparative con tutto il materiale prodotto dai tecnici e dagli esperti così come dagli osservatori esterni che raccontano pezzi diversi di quella storia.

Senza dilungarsi in tediose e minute descrizioni dei vari documenti, Attivissimo riesce comunque, in una sola slide e nell’arco di qualche minuto, a dare una chiara idea di quali siano le fonti consultabili, di cosa contengano e di come si differenzino. Indicare in modo diretto e semplice le fonti del proprio lavoro è un valore aggiunto che non molti utilizzano. Eppure, questo semplice passaggio conferisce non solo maggiore autorevolezza ma anche maggiore credibilità. Difficile per chi sostiene il contrario poter portare a sostegno delle proprie opinioni fonti diversificate e altrettanto ricche di riferimenti. Spesso dietro una teoria bizzarra e priva di fondamento sta un singolo personaggio, frequentemente carismatico e capace di coalizzare attorno a sé gruppi di persone che, per le più svariate ragioni, diventano quasi dei fedeli, dedicati a una causa e privi di spirito critico. A volte, per motivi diversi, la teoria distorta fa parte delle strategie di comunicazione di un gruppo o sottogruppo, di una realtà collettiva che per diversi motivi può avere interessi di ogni sorta a diffondere una certa visione delle cose. Spesso i documenti su cui si basano i difensori di queste pseudoteorie sono un singolo articolo, un libro, uno studio mai accettato dalla comunità tecnico-scientifica di riferimento o accettato e poi magari sconfessato da altri una volta che altri ne abbiano dimostrato l’infondatezza. Ma non ci sono verifiche incrociate, non c’è coerenza con altre informazioni generate in modo indipendente, non c’è replicabilità dei risultati.

Quello che Attivissimo propone, ed esplicita in modo così pacato, è la ricerca del plausibile. Dell’interpretazione o della spiegazione più logica, più supportata da abbondanti fatti e informazioni, più coerente. Una ragionevolezza ben lontana dalle invettive che, a torto o a ragione, tendono a dominare gli spazi di confronto pubblico, soprattutto nei media tradizionali come la TV.

Crediti immagini:

Apertura: Astronaut Buzz Aldrin stands on the moon – Wikipedia en.wikipedia.org

Box: Paolo Attivissimo con Buzz Aldrin – foto per la stampa dal sito attivissimo.blogspot.it

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