Ostinarsi a dire no: la litote

Andrea Tarabbia

[…] e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque […]

Ugo Foscolo, A Zacinto, 1803

Facciamo due conti: quanti modi ci sono per dire che qualcosa è «grande»? Moltissimi, tra cui uno è questo: «non piccolo». Ancora: in quanti modi possiamo ammettere qualcosa? Dicendo, per esempio, «non nego che…». Infine: pensate a come Manzoni definisce il suo Don Abbondio: anziché dirci apertamente che tra le sue virtù non si trova quella del coraggio, egli scrive – usando a dire il vero anche una metafora – che «Don Abbondio […] non era nato con un cuor di leone». Tutte queste sono litoti: la litote è una figura retorica usatissima ma complessa, poiché ha, a volte, un alto contenuto metaforico; quasi sempre, poi, contiene dell’ironia, perché implica un rovesciamento di senso, un’allusione e una complicità con chi ci ascolta o legge. Come funziona, allora? Non ve lo tacerò.

 

Due no fanno un sì

In pratica, chi fa una litote nega il contrario di quello che vuole dire. Ovvero: se voglio dire che qualcosa è, appunto, «grande», posso utilizzare il suo contrario («piccolo»), negandolo («non piccolo»). Allo stesso modo, se voglio dire «spesso», posso dire «non di rado». Chi mi ascolta o mi legge capirà subito a cosa alludo. La litote è una figura retorica che contiene una forma di ostinazione: quella che ci spinge costantemente a negare il contrario di quello che vogliamo effettivamente dire. È per questo che, come si diceva, è ironica, e la sua ironia serve anche ad attenuare dei giudizi che altrimenti apparirebbero troppo aspri e definitivi: così «non sto bene» dice la stessa cosa ma è meno forte di «sto male», «non udente» vuol dire «sordo»; se arrivate in un posto che non vi piace e vi chiedono un parere, potete attenuarlo con una litote: «non è certo un posto bello» vuol dire che pensate che il luogo dove vi trovate sia brutto. Ma almeno non offenderete nessuno.

(Crediti immagini: Christopher, flickr e Wikipedia)

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Commenti [1]

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  1. Anna maria mancini

    Interessante.

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