Giovani, meno giovani e scialla. L’età delle parole e dei parlanti

Francesca Dragotto

Nel nuovo episodio di “Sentieri di parole” parliamo di giovani e delle parole che si riferiscono alla “giovinezza” e a ciò che è “giovane”. L’analisi semantica suggerisce che ciò che è giovane ha confini labili, relativi e molto dipendenti dalla cultura e dalla società. Per cui, ciò che è giovane ha una referenza poco stabile, un perimetro variabile sempre pronto a ridisegnare chi appartiene alla categoria di ciò che è giovane. In più, il linguaggio è uno degli aspetti del comportamento che può essere tipico di una persona giovane, e può differenziare chi è giovane – e fa un certo uso del linguaggio – e chi no – e fa un altro uso del linguaggio e delle parole. Anche le parole, come i parlanti, possono essere giovani e meno giovani, possono formarsi e nascere e poi avere un processo di crescita, ma l’invecchiamento di una parola e quella dei parlanti paiono muoversi su binari un po’ diversi: vediamo, ad esempio, il caso di “scialla”.

Crediti immagini: GDJ, Pixabay

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