1° ottobre 1964: nasce il primo sintetizzatore musicale

Redazione

Il primo sintetizzatore analogico di suoni viene presentato alla convention dell’Audio Engineerign Society americana. A produrlo è la Moog Company, l’azienda dell’inventore dello strumento, Robert Arthur Moog (1934 – 2005).

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Il primo sintetizzatore commerciale commissionato alla Moog Company dal compositore Alwin Nikolais per il Dance Theater di New York (Immagine: Wikimedia Commons)

Il Moog, come viene poi chiamato nel gergo della musica rock e pop, è tecnicamente un sintetizzatore musicale, cioè una macchina analogica che attraverso i propri circuiti elettrici è in grado di riprodurre una serie di suoni a imitazione di strumenti reali o completamente artificiali.

Il sintetizzatore analogico ha aperto una nuova serie di possibilità sonore prima inimmaginabili. Il Moog, infatti, non solo permette di riprodurre il suono degli archi, per esempio, senza avere la necessità di arruolare dei musicisti in carne ed ossa, ma dato che si basa sulla modulazione delle frequenze sonore prodotte da oscilloscopi, permette di manipolare i suoni in modi mai sperimentati prima. Per richiamare qualche esempio italiano, basti pensare ai primi lavori sperimentali di Franco Battiato (Fetus e Pollution del 1972, ma soprattutto Sulle corde di Aries del 1973) o gli album di gruppi di rock progressivo come il Banco del Mutuo Soccorso e la Premiata Forneria Marconi.

Un esempio celebre di quanto il suono del sintetizzatore sia successivamente diventato parte dell’immaginario collettivo è Rocky Mountain, brano scritto dal compositore Walter Carlos per la colonna sonora del film Shining:

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