25 anni dalla morte di Massimo Troisi

Redazione

Il 4 giugno 1994, moriva a Roma a causa di un attacco cardiaco Massimo Troisi, nato nel 1953 a San Giorgio a Cremano (NA) e malato di cuore sin dall’infanzia.

Amatissimo attore, regista e sceneggiatore, Troisi iniziò la sua carriera negli anni ’70 con il trio comico teatrale La Smorfia, insieme a Lello Arena e a Enzo Decaro. Si dedicò poi completamente al cinema fino alla sua prematura scomparsa avvenuta a soli 41 anni 25 anni fa.

L’artista campano esordì sul grande schermo nel 1981 con il film Ricomincio da tre, di cui fu il protagonista, il regista e l’autore. La pellicola ebbe un grande successo al botteghino e vinse anche due David di Donatello. Tra le opere di Troisi ricordiamo anche Scusate il ritardo (1983), Non ci resta che piangere (1984) realizzato in collaborazione con Roberto Benigni, Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991) e infine l’ultimo film di cui fu co-regista e in cui recitò: Il postino (1994), ispirato al romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta.

Considerato l’erede di Eduardo de Filippo e di Totò, Troisi creò dei personaggi indimenticabili caratterizzati da sentimentalismo, timidezza e riflessività. In particolare, i suoi personaggi più celebri erano una sorta di antieroi che trasformarono la comicità italiana e si scagliarono contro i pregiudizi. Lo smarrimento esistenziale di questi personaggi, che avevano tutti in comune l’origine meridionale e una certa dose di timidezza, si esprimeva anche con un linguaggio del tutto unico fatto di monologhi sincopati e dal ritmo incalzante.

In occasione del venticinquesimo anniversario della sua scomparsa, la sua città natale ha in previsione eventi in suo ricordo, e anche il palinsesto televisivo italiano ha in programma di mandare in onda i maggiori successi cinematografici dell’artista campano.

Clicca qui per un documentario RAI su Massimo Troisi dal titolo Massimo – Il mio cinema secondo me

(Crediti immagini Wikimedia Commons, IMDB)

 

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