4 gennaio 1960: muore Albert Camus

Redazione

Albert Camus nasce a Mondovi (oggi Dréan), in Algeria, il 7 novembre 1913. Il padre, giovane colono francese, muore nel 1914 nella prima battaglia della Marna. La madre, di origine spagnola, è semi-sorda e quasi analfabeta. Dopo la morte del marito, si trasferisce con Albert e con il fratello in un quartiere povero di Algeri. Nell’attuale capitale algerina Camus completa gli studi e ottiene nel 1936 la laurea in filosofia. Colpito giovanissimo dalla tubercolosi, non può però frequentare i corsi e dopo la laurea non può seguire la carriera universitaria. La malattia, considerata inguaribile, influisce anche sulla sua visione del mondo.

Davanti alla consapevolezza della sua solitudine e del suo stato mortale, però, non sprofonda in un pessimismo improduttivo ma reagisce impegnandosi in molte attività. Esercita diversi mestieri, si sposa, si unisce al Partito comunista, dirige la Maison de la culture di Algeri, una compagnia teatrale e infine inizia a scrivere. Diventa giornalista e fonda la rivista di cultura mediterranea Rivages. Ostacolato a causa di un articolo contro il governo, nel 1940 si trasferisce in Francia.

Giornalista presso il quotidiano  Paris-Soir  e autore di articoli per la rivista del movimento partigiano Combat, nel 1942 pubblica  il suo capolavoro Lo straniero e il saggio sull’assurdo Il Mito di Sisifo. Poco dopo pubblica i drammi Le Malentendu e Caligula (1944), che completano quello che è stato chiamato il ciclo dell’assurdo. Segue il ciclo della rivolta, che comprende il romanzo La peste (1947) e le opere teatrali Lo stato d’assedio (1948) e I giusti (1949).

Nel 1957 riceve il premio Nobel per la letteratura. Muore in un incidente stradale il 4 gennaio 1960 a Villeblevin.

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(Crediti immagini: Wikimedia Commons, Wikimedia Commons)

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