Il Mart riapre con la mostra dedicata a Boldini

Redazione

Il Dpcm del 14 gennaio ha stabilito che da lunedì 18 gennaio in zona gialla i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura potranno riaprire dal lunedì al venerdì. Il MartMuseo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto era stato il primo ad annunciare la riapertura con la mostra “Giovanni Boldini. Il Piacere”. Allestita dal 14 novembre l’esposizione era stata inaugurata online il 29 novembre e sarà presentata con una conferenza stampa domani 16 gennaio.

La mostra include 170 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, e ricostruisce l’attività del pittore ferrarese morto l’11 gennaio di 90 anni fa. Tra i temi analizzati, vi è anche il rapporto con Gabriele d’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la “Divina Marchesa” Luisa Casati, interprete dell’eleganza e dell’eccentricità della Belle Époque. Boldini e d’Annunzio si incontrarono in poche occasioni, ma furono numerose le amicizie in comune, i caffè, i salotti, i circoli e i teatri frequentati da entrambi. Figli dello stesso tempo, contribuirono a costituire un’estetica che fu una vera e propria nuova visione del mondo.

Il percorso inizia i primi lavori realizzati a Ferrara, influenzati dalla cifra espressiva del padre Antonio, dai modi di Gaetano e Girolamo Domenichini e dagli esempi dall’antico di Palazzo Schifanoia. Quando nel 1864 Boldini si trasferisce a Firenze, Boldini aderisce ai moti dei Macchiaoli. La luce potente della “macchia”, con le sue forti contrapposizioni chiaroscurali, rimane per il pittore una sorta di ossatura compositiva sulla quale si innestano via via i successivi aggiornamenti stilistici. A Firenze Boldini frequenta anche il pittore Marcellin Desboutin, che alla villa dell’Ombrellino ha dato vita a un vero e proprio avamposto della cultura francese in Italia.

Nel 1871 l’artista si trasferisce a Parigi dove in breve si lega al potente mercante Adolphe Goupil e si misura con l’aggiornamento di un genere di grande fortuna nella Francia del secondo Ottocento, quello della pittura d’interni. I dipinti di questo periodo, di piccole dimensioni e di stretta osservanza realista, sono caratterizzati da una ricerca stilistica innovativa che li rende “leggerissimi”, sfumati con effetti vaporosi.

Dopo il 1878 il sodalizio con Goupil si interrompe e Boldini intensifica i suoi rapporti con l’alta borghesia e con la nobiltà parigina, intrecciando importanti relazioni con figure di spicco del mondo culturale, come quella di Edgar Degas. Negli anni Ottanta la sua produzione evidenzia un crescente interesse per il genere del ritratto. Protagoniste donne bellissime e sensuali che Boldini rappresenta prevalentemente con la tecnica del pastello su tela. La tradizionale compostezza dei soggetti viene sostituita da visioni dinamiche che l’artista ottiene grazie alla sua spontanea “gestualità pittorica” che imprime un ritmo incalzante e palpitante alle pennellate, cariche di tensioni emotive. A partire dagli anni Novanta, il pittore si dedica anche alla produzione di ritratti a grandezza naturale.

 

Giovanni Boldini, Fuoco d’artificio, 1890 ca, Museo Giovanni Boldini, Ferrara (facebook.com/martrovereto)

 

In questi mesi sui social del Mart sono state pubblicate immagini, videointerviste, playlist, pillole, storie e curiosità che raccontano alcuni aspetta della mostra. La curatrice Beatrice Avanzi illustra alcune opere e temi in una serie di quattro brevi video. La pillola video del 9 gennaio è disponibile sulla pagina Facebook del museo (qui), mentre i prossimi video saranno pubblicati domani 16 gennaio, sabato 23 e sabato 30.

 

Per consultare il sito della mostra clicca qui
Per guardare una preview della mostra su YouTube clicca qui

 

Crediti immagini
Apertura: Giovanni Boldini, Giovane donna in déshabillé (La toilette) (dettaglio), 1880 ca, Collezione privata (mart.trento.it)
Box: Giovanni Boldini, Fuoco d’artificio, 1890 ca, Museo Giovanni Boldini, Ferrara (facebook.com/martrovereto)

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