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Linguaggi e identità. Intervista a Francesca Dragotto

Scrive Gramsci: “Ogni lingua è una concezione del mondo integrale, non un vestito che fa indifferentemente la forma a ogni contenuto”. Ma in quale rapporto sta la lingua con la definizione e l'identità di una cultura? Ne abbiamo parlato con Francesca Dragotto, linguista dell'Università di Roma Tor Vergata
L'identità di un popolo, di una cultura o più in generale di un gruppo di persone è legato in modo indissolubile alla lingua parlata. Una lingua infatti è un vero e proprio scrigno di valori culturali e punti di vista differenti resi evidenti attraverso suoni, strumenti lessicali, regole grammaticali e sintattiche. Ma se da un lato la lingua è uno strumento straordinariamente identitario è pur vero che rimane anche altrettanto "liquido", scivoloso e sfuggente. La lingua come l'identità è un mondo in continua evoluzione, si modifica e si corregge continuamente, accetta continue modificazioni, prestiti in entrata e in uscita. Secondo le parole della linguista Francesca Dragotto, ricercatrice e professoressa aggregata di Glottologia linguistica all'Università di Roma Tor Vergata, la lingua è un ente "tridimensionale", da considerare sempre in questa prospettiva se non si vuole rischiare di non comprenderne a fondo i legami con l'identità culturale di un popolo. In questa prima parte dell'intervista che Francesca Dragotto ha rilasciato all'Aula di Lettere vediamo il modo in cui lingua e identità possono essere descritte, anche attraverso un esempio peculiare caro ai linguisti: il caso dell'introduzione nelle varie lingue europee del termine "patata".
Nella seconda parte dell'intervista approfondiamo il concetto di valorizzazione della lingua attraverso la contaminazione con altre lingue e analizzando il fenomeno linguistico dei cosiddetti "prestiti di lusso" da una lingua all'altra. Infine Francesca Dragotto ci parla di come attraverso una lingua possiamo vedere il mondo: anche in questo caso la chiave di lettura rimane la pluralità dei punti di vista.
 Immagine di apertura: "London 11-08-2012", di Karen Roe (via flickr)  
copertina dragotto
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