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40 anni dalla strage di Piazza della Loggia

Il 28 maggio 1974 una bomba esplode nel centro di Brescia mentre è in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista. Otto persone uccise, cento ferite; sono passati 40 anni e ancora mancano le risposte
Sono passati solo cinque anni dalla Strage di Piazza Fontana e il 28 maggio 1974, a Brescia, si inaugura una nuova catena di attentati, conosciuta come “Strategia della tensione”. Durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, alle 10 e 12 minuti, una bomba scoppia dall'interno di un cassonetto dei rifiuti. Otto persone vengono uccise, e centodue rimangono ferite. Poco dopo, i dirigenti sindacali e di partito decidono di proseguire l’occupazione delle fabbriche fino al giorno successivo, quando si recheranno a rendere omaggio ai caduti nella piazza. A sole due ore dalla tragedia, conclusi i soccorsi alle vittime, viene dato l’ordine ai pompieri di ripulire il luogo dell’esplosione con le autopompe: vengono così disperse prove fondamentali sulla dinamica dell'attentato. Oggi, dopo 40 anni, restano 900mila pagine d’inchiesta, molti nomi sotto accusa e altrettanti assolti o rinviati a giudizio. Sotto processo ci sono soprattutto nomi che facevano parte di movimenti neofacisti (quali Ordine Nuovo e Ordine Nero). La macchina processuale non si è fermata, ancora oggi nei tribunali si continuano ad aprire capitoli importanti, alla perenne ricerca dei mandanti.
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