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27 gennaio 1922: muore Nellie Bly

Cento anni fa moriva la pioniera del giornalismo investigativo che fece il giro del mondo in 72 giorni

dedicarsi al genere investigativo, inventando le inchieste sotto copertura.

Nata nel 1864 a Cochran's Mills, in Pennsylvania, rimane orfana di padre all’età di sei anni e non riceve una educazione formale completa. La sua carriera come reporter inizia nel 1885, quando invia una lettera dai toni arrabbiati in risposta a un articolo pubblicato sul “Pittsburgh Dispatch” dal titolo “What Girls Are Good For” (“A cosa servono le ragazze”). Secondo Erasmus Wilson, editorialista autore dell’articolo, le donne avrebbero dovuto occuparsi delle faccende domestiche e della cura dei bambini, mentre non era ammesso che potessero lavorare. Il direttore del giornale George Madden, colpito dall’intelligenza e dalla forza lettera, pubblica un annuncio di lavoro rivolto a “Little Orphan Girl” per proporle un lavoro al “Dispatch”. Elizabeth Cochrane accetta la proposta, scegliendo come pseudonimo Nellie Bly, nome preso in prestito da una canzone di Stephen Foster.

Nei suoi articoli Bly parla delle condizioni tra le ragazze lavoratrici a Pittsburgh, di lavoro minorile, e di problemi di sicurezza nei luoghi di lavoro. Si occupa quindi di questioni più ampie rispetto a quelle che normalmente erano affidate alle donne, relegate nelle “women’s pages”. Tra il 1886 e il 1887 viaggia attraverso il Messico, descrivendo la corruzione e le condizioni di povertà. Espulsa dal Messico, nel 1887 lascia anche Pittsburgh e si trasferisce a New York, dove inizia a lavorare presso il “New York World” di Joseph Pulitzer.

Una delle prime esperienze di Bly con il nuovo giornale è l’inchiesta che svolge presso gli ospedali psichiatrici di Blackwell's Island (ora Roosevelt Island), dove si fa rinchiudere per alcuni giorni fingendosi pazza. Il suo racconto pubblicato sulle pagine del “New York World” ha contribuito ad accelerare la riforma degli istituti psichiatrici di New York. Conduce inchieste simili nelle fabbriche e nelle prigioni, racconta storie di detenute e di domestiche, denunciando situazioni difficili e proponendo soluzioni. In quel periodo la sua fama cresce e il “New York Journal” la definisce “migliore reporter d’America”.

Il 14 novembre 1889 raggiunge il culmine della carriera: la giovane salpa da New York per compiere il giro del mondo e battere il record di Phileas Fogg, l’eroe del romanzo di Jules Verne, “Il giro del mondo in ottanta giorni”. Bly ha infatti convito Pulitzer a finanziare il viaggio, che la giornalista racconta ogni giorno sulle pagine del “New York World”. Più di un milione di persone partecipa al gioco, lanciato dal giornale, il cui scopo è individuare il momento preciso in cui Bly avrebbe concluso il giro. Quando la giornalista mette piede a New York sono trascorsi 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi dalla sua partenza. L’impresa, raccontata nel libro “Around the World in Seventy-Two Days” (“Il giro del mondo in 72 giorni”) diventa un grande successo popolare.

Nel 1895 Bly sposa Robert Seaman, milionario industriale dell’acciaio, e lascia il giornalismo. Dopo la morte del marito nel 1904, inizia a seguire le aziende di famiglia ma va incontro a difficoltà finanziarie. Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale, la giornalista diventa l’inviata di guerra dal fronte austriaco per il “New York Evening Journal”. Tornata a New York, continua l’attività giornalistica per il “New York Journal” fino alla morte, avvenuta a New York a causa di una polmonite.

Per approfondimenti clicca qui (italiano) e qui (inglese)
La storia di Nellie Bly è raccontata nella graphic novel del 2019 di Luciana Cimino e Sergio Algozzino. Per maggiori informazioni clicca qui
Per vedere la breve lezione del programma #Maestri di RaiCultura dedicata a Nellie Bly clicca qui

Crediti immagini
Home page: Nellie Bly, 1890 circa (Wikimedia Commons)
Articolo: Ritorno di Nellie Bly a Jersey City dopo il giro del mondo, immagine pubblicata su “Frank Leslie's Illustrated News” l’8 febbraio 1890 (Wikimedia Commons)

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