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Dario Argento in mostra a Torino

50 anni di carriera del maestro italiano dell’horror al Museo del Cinema, fino a gennaio 2023

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Lo scorso 6 aprile il Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti, ha aperto al pubblico “Dario Argento - The Exhibit”. Il mondo del regista romano, fatto di suspense, horror e incubi, sarà ospite della Mole Antonelliana, in Via Montebello 20, fino al 16 gennaio 2023.

L’esposizione, a cura del direttore del museo Domenico De Gaetano e del regista e critico cinematografico Marcello Garofalo, rappresenta la prima grande mostra monografica dedicata all’opera di Argento, dagli esordi del 1970, con “L'uccello dalle piume di cristallo”, fino al suo ultimo lavoro “Occhiali neri” (2022), presentato di recente al Festival del Cinema di Berlino nella sezione Special Gala.

Il percorso è arricchito da fotografie, sequenze filmiche, bozzetti, oltre a 44 oggetti di scena, 12 manifesti e locandine originali, dieci costumi, creature meccanizzate e colonne sonore. I materiali provengono dalle collezioni dell'Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale - CSC e di privati e professionisti del settore, fra i quali Sergio Stivaletti, effettista di molti film di Argento da “Phenomena” del 1985 in poi, Luigi Cozzi, stretto collaboratore fin dagli esordi, e Carlo Rambaldi, uno dei più importanti esperti di effetti speciali a livello mondiale.

Il legame con Torino – oltre alla presenza del Museo del Cinema – non è casuale, considerato che il “Maestro del brivido” italiano sin dagli inizi scelse diverse location della città come set per i suoi film, fra cui “Il gatto a nove code”, “4 mosche di velluto grigio”, “Profondo Rosso”, “Non ho sonno”.

La mostra è realizzata con il Patrocinio del MIC - Ministero della Cultura, e sarà arricchita da un catalogo riccamente illustrato pubblicato da Silvana Editoriale e da una retrospettiva completa al Cinema Massimo, la cui prima parte si conclude il 24 aprile.

Per consultare il sito della mostra clicca qui

Crediti immagini
Homepage e articolo:
 Locandina della mostra (museocinema.it)