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Regaliamoci la conoscenza: Wikipedia, l'enciclopedia di tutti

Donazioni e lavoro volontario sono la base del successo di Wikipedia, l'enciclopedia libera e accessibile in rete, che in dieci anni è diventata uno dei 5 siti più frequentati da chi popola la rete Internet. Jimmy Wales, il fondatore, ne spiega la filosofia e la visione.
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C'è solo l'imbarazzo della scelta. Nel periodo natalizio oltre a stilare lunghe liste di regali per parenti, amici e colleghi, ci vengono proposte donazioni di vario genere a sostegno di un ampio range di iniziative sociali e culturali. Si va dalla raccolta fondi per le attività di ricerca scientifica sul cancro o sulle malattie genetiche agli interventi umanitari nelle realtà marginali ed emarginate del nostro territorio o nei paesi del Sud fino ai progetti di organizzazioni internazionali in zone di guerra o dove ci sono vere e proprie emergenze sanitarie, come l'epidemia di Ebola in corso nell'Africa occidentale. Ci sono poi richieste di natura completamente diversa. Come ad esempio quella che viene dalla più popolare delle enciclopedie in rete, Wikipedia. Che ogni anno fa una campagna di raccolta fondi per mantenere la propria natura di iniziativa globale, no profit, priva di spot pubblicitari e impegnata per la diffusione della conoscenza nel mondo. Anno dopo anno la Wikimedia Foundation, l'organizzazione no profit che gestisce Wikipedia e i siti correlati, come Wikibooks, Wikiquote, Wikizionario, Commons e altri, si rivolge ai navigatori in rete chiedendo un contributo economico anche piccolo. Ma, soprattutto, continua a chiedere un contributo in conoscenza: entra a far parte della comunità di Wikipedia, partecipa alla scrittura delle voci, dona il tuo tempo per costruire nuove pagine e ampliare la conoscenza condivisa. «Immagina un mondo in cui ognuno possa avere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana. Questo è il nostro scopo. E ci serve il tuo aiuto. Per favore aiuta oggi stesso Wikimedia Foundation con una donazione.» Sul sito in questi giorni si può anche scaricare e leggere il documento in .pdf dal titolo «Wikimedia strategic plan - a collaborative visione for the movement through 2015» che riassume gli obiettivi della fondazione e del movimento di volontari per l'anno prossimo. Lanciata nel gennaio 2001 dall'imprenditore americano Jimmy Wales, Wikipedia è cresciuta rapidamente e si è affermata come l'enciclopedia di riferimento del popolo della rete. Nel 2005, Jimmy Wales ha raccontato la filosofia, i numeri e le pratiche di Wikipedia in un TED global. Il discorso di Wales rivisto oggi è ancora attuale quando si riferisce alla filosofia e alla visione di Wikipedia.
Lo è naturalmente molto meno quando cita numeri, fa confronti, discute delle dimensioni dell'enciclopedia e dei concorrenti con cui si confronta. Nel 2005 si facevano studi comparativi tra Wikipedia ed Encarta, l'enciclopedia lanciata da Microsoft nel 1993 per vedere se la prima reggeva il confronto. Dal 2009 Encarta non è più stata aggiornata. Nel 2005 Wikipedia in inglese arrivava a 750mila voci. Oggi ha ben più di 3 milioni di voci in inglese, più di un milione di voci in francese, tedesco, italiano, spagnolo, russo, polacco e olandese. Oltre alla sua storica sede a San Francisco, Wikipedia ha aperto nel 2010 una sede a New Delhi in India a testimonianza dell'interesse di ampliare la presenza dei paesi asiatici nella comunità. «Nel 1962, Charles Van Doren, che fu successivamente uno dei redattori capo dell'Enciclopedia Britannica, disse che l'enciclopedia ideale doveva essere radicale -- doveva smettere di essere prudente.» Questo è l'attacco del discorso di Wales al TED, «Ma se conoscete qualcosa della storia della Britannica dal 1962, sapete che è stata tutt'altro che radicale: è ancora oggi un'opera molto prudente, tediosa, pesante. Wikipedia, al contrario, parte da un'idea molto radicale, ed è quella che tutti noi possiamo immaginare un mondo dove ciascuna persona che vive sul pianeta abbia accesso all'intera conoscenza umana». Jimmy Wales è un oratore molto efficace. Non è particolarmente emotivo e non comunica sentimenti, non è un grande narratore, non cerca di stupire o far ridere. È abbastanza lontano dalla retorica dei grandi discorsi americani di cui abbiamo già parlato in questo blog. Ma funziona. Innanzi tutto perché è diretto, immediato, tranquillo. Ha la fortuna di avere una voce molto calda e piacevole, il che lo renderebbe anche un ottimo ospite o conduttore radiofonico. Ma soprattutto parla in modo molto sciolto, senza esitazioni, eccessive pause, senza cercare le parole. Non facciamoci ingannare, il suo discorso è chiaramente costruito ad arte. Alterna infatti momenti di visione, di respiro ampio e di sguardo in avanti con descrizioni minuziose e dettagli tecnici, numeri e cifre, confronti serrati. Di persona, come lo vediamo nel TED o in altri discorsi pubblici o interviste televisive, funziona per la sua pacatezza che però non è mai noiosa, per il fatto di essere molto sicuro di sé senza essere arrogante, per la scelta di un fraseggio semplice, non pretenzioso e al tempo stesso percepibile come sincero, credibile. Ispira fiducia, non esagera con i toni idealistici che pur potrebbero facilmente essere giustificati in bocca a chi ha creato, nel giro di pochi anni e basandosi sul contributo volontario di tanti sconosciuti in giro per il mondo, una delle opere di conoscenza condivisa e collettiva più preziose che Internet ci abbia donato. Nei primi 30 secondi Wales ha costruito l'intero frame, il contesto nel quale articolerà nei successivi 18 minuti il suo racconto sulla nascita, lo sviluppo, le difficoltà e le visioni di Wikipedia. Wales sa benissimo che sono in molti coloro che dubitano della bontà, dell'affidabilità, della correttezza delle informazioni di Wikipedia. Ma non è sulla difensiva, anzi. D'altro canto, nello stesso anno, il 2005, la rivista scientifica Nature pubblica un report in cui viene sostanzialmente affermata la comparabilità nell'affidabilità delle voci di Wikipedia e della assai prestigiosa e ben più rinomata Enciclopedia Britannica. Lo studio scatena diverse reazioni ma va detto che quasi 10 anni dopo, e dopo la pubblicazione di altri studi comparativi, Wikipedia può direi di aver vinto la propria corsa. Il tasso di correzione e la capacità di controllo della sua comunità sono davvero notevoli. Il grande vantaggio di Wikipedia sembra essere la natura stessa della sua produzione, come spiega efficacemente Wales nel suo discorso: la comunità che produce, fatta da volontari ancora oggi, ha una sorta di controllo incrociato molto efficace. Ci sono sistemi di alert che consentono di controllare le modifiche effettuate alle pagine e quindi di riparare eventuali danneggiamenti o falsificazioni volontarie per fare in modo che le voci aderiscano alla filosofia e agli standard stabiliti dalla community di Wikimedia. Nel 2005 Wales sosteneva che le voci vengono scritte, in gran parte, da una comunità molto attiva e auto-selezionata di circa 1000 persone, un numero che non è cambiato molto negli anni. I contribuenti anonimi, quelli che scrivono saltuariamente, sono comunque una minoranza, sotto il 20%. «È questa comunità ristretta di persone che davvero si occupa del sito» sostiene Wales, «e sono tra le persone più intelligenti che io abbia mai incontrato. Ovviamente è mio compito il dire che sono intelligenti. Ma è vero. Le persone che si impegnano volontariamente a scrivere un'enciclopedia per divertimento tendono a essere piuttosto intelligenti.» Questa è la frase che più assomiglia a una battuta di tutto il suo discorso. Siamo ben lontani dunque dalla retorica che punta sull'empatia della risata del pubblico per far passare un'idea, tanto tipica di molti discorsi anglosassoni. È una constatazione piuttosto neutra eppure efficace: perché è vera. Sta semplicemente evidenziando la generosità intellettuale di chi decide di donare delle ore del proprio tempo per produrre, gratuitamente, contenuti rigorosi e corretti che possano arricchire la conoscenza collettiva. Ora, per tutti quelli che consultano Wikipedia varie volte al giorno, quando hanno un dubbio, quando non si ricordano una data, un fatto, un luogo o un evento, questo è il passaggio più importante del discorso di Wales. Il ricordare che ci sono persone che in questi dieci anni hanno scelto di condividere in modo continuativo la propria opera e di mettere la propria intelligenza, curiosità e voglia di sapere al servizio della cultura collettiva, della diffusione di informazioni, contenuti, saperi, senza alcun riconoscimento economico né nominale. Un movimento di generosi visionari che credono nella capacità della conoscenza di generare cambiamenti. E che per questo si impegnano per mantenerla libera, liberamente accessibile, priva di condizionamenti pubblicitari, politici, editoriali. Un manipolo di individui che riesce, grazie alla forza di una idea molto semplice, quella della libera circolazione dei saperi, a produrre una conoscenza tra le più condivise se è vero, come dicono le statistiche, che Wikipedia è oggi il quinto sito più visitato e frequentato al mondo in tante lingue diverse. Immagine per il box: Wikipedia logo, Wikimedia foundation Immagine di apertura: Editing Wikipedia, foto by Teemu Perhiö via Flickr  
 
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