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Russia-Ucraina: approvate le prime sanzioni economiche nei confronti della Russia

Approfondimento tratto dal sito Zanichelli Ultim’Ora

Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio è iniziata, con una pesante operazione militare, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Immediate le manifestazioni di solidarietà e sostegno all’Ucraina. L’emergenza ha suscitato immediate prese di posizioni da parte della comunità internazionale.

Le prime risposte del mondo occidentale non si sono fatte attendere e hanno portato, coerentemente con quanto minacciato prima dell’apertura delle ostilità, all’adozione dei primi pacchetti di sanzioni economiche nei confronti della Russia e, in via del tutto inedita, nei confronti del Presidente Vladimir Putin e del Ministro degli esteri Sergej Lavrov.
I leader europei confidano che le azioni intraprese avranno degli effetti destabilizzanti per gli interessi economici della Russia, costringendo Putin all’apertura delle trattative e scongiurando la temuta ipotesi di un coinvolgimento militare da parte dell’Europa e degli Stati Uniti.

La scelta di ricorrere a sanzioni economiche come unica alternativa all’intervento militare è a sua volta molto delicata. La Russia è infatti un importante partner commerciale all’interno della comunità internazionale. Più nel dettaglio, cruciale è il suo ruolo di esportatore di gas naturale nei confronti dei paesi europei, molti dei quali dipendono dalla fornitura russa per coprire una larga fetta del fabbisogno energetico (per l’Italia pari a circa il 40%). Lo strumento sanzionatorio, inoltre, quando impiegato nei rapporti tra stati interdipendenti, si rivela spesso un’arma a doppio taglio, in grado di coinvolgere non solo gli interessi economici dello stato sanzionato ma anche quelli dello stato sanzionatore.

Ma in che cosa consistono questi provvedimenti?

  1. Il blocco finanziario
    Si tratta delle sanzioni che mirano a bloccare le possibilità della Russia di accedere al mercato dei capitali finanziari. Sul fronte europeo, l’UE prevede l’obbligo di impedire l’accesso ai finanziamenti europei per le società statali russe, nonché il divieto per le banche europee di accettare versamenti di ordine superiore ai 100.000 euro da parte dei cittadini russi o di negoziare l’acquisto di titoli di Stato russi. Si stima che le misure adottate bloccheranno il 70% degli asset degli istituti bancari russi, del governo e delle principali società partecipate presenti sui mercati di capitali europei.
  2. Il sistema SWIFT
    Nonostante gli iniziali pareri contrari (espressi da alcuni paesi tra cui Germania e Italia), gli USA e l’Europa sono adesso d’accordo sull’esclusione dei più importanti istituti bancari russi dal sistema SWIFT. Il Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) non è una banca centrale, non è un fondo economico, né un mercato di scambio di beni e servizi. Si tratta invece della più importante piattaforma telematica utilizzata in tutto il mondo (viene adottata da più di 11.000 banche in 200 paesi) per la gestione delle operazioni finanziarie. Impedire l’accesso alla piattaforma agli operatori bancari russi significa, di fatto, compromettere pesantemente la loro capacità di interagire economicamente con il resto del mondo. Sebbene non sia ancora chiaro quali operatori verranno colpiti dalla misura e quando avverrà la rimozione dalla piattaforma, questa sanzione produrrà effetti sfavorevoli anche per alcuni paesi europei. I pagamenti che riguardano l’import/export del gas, infatti, vengono realizzati tramite questa piattaforma.
  3. Il blocco delle esportazioni
    Sono stati introdotti limiti alle esportazioni di materiali tecnologici e informatici, dai semiconduttori alle parti che vengono utilizzate per l’industria aeronautica. Nelle parole di Wally Adeyemo, Vicesegretario al Tesoro degli Stati Uniti, queste misure serviranno a “tagliare fuori (la Russia) dall’accesso alla tecnologia occidentale che ha un’importanza critica nell’avanzamento militare”. L’Unione Europea imporrà sanzioni contro il settore della raffinazione degli idrocarburi ma non limiterà l’import/export di petrolio e gas naturale.
  4. Le sanzioni individuali (black-listing)
    Per quanto riguarda i singoli individui, la Commissione Europea ha previsto una serie di sanzioni che si applicheranno ad una black-list composta da 654 persone fisiche e 52 persone giuridiche. Le sanzioni vanno dal travel ban, un divieto di spostamento all’interno dei paesi UE in assenza di visto speciale, al congelamento dei beni presenti in Europa, al divieto di finanziare questi soggetti. Come dicevamo, l’estensione della black-list coinvolge anche i patrimoni personali del Presidente Putin e il Ministro degli Esteri Lavrov.
     
  5. Lo stop al gasdotto Nord Stream 2
    Il Nord Stream 2 è un canale sottomarino per il trasporto di gas che attraversa il Mar Baltico dalla Russia alla Germania. I lavori di costruzione del metanodotto (gemello dell’identico Nord Stream, in funzione da 10 anni) sono terminati nell’ultimo quarto del 2021. L’entrata in funzione del secondo canale di trasporto consentirebbe di incrementare la fornitura di gas all’Europa di ulteriori 55 miliardi di metri cubi all’anno. Lo stallo, richiesto dalla Germania (e poi supportato dalla Commissione Europea), su un progetto così imponente è molto temuto, sia per le prospettive di guadagno future che per i costi titanici sostenuti per la sua costruzione.

Attività

Le sanzioni economiche tra Stati, uno sguardo multidisciplinare
Lo strumento della sanzione economica viene spesso descritto come l’ultima linea di intervento per prevenire un conflitto armato. Ma quando e come sono state utilizzate nella storia recente?
Con l’aiuto dei docenti di diritto/economia e storia, dividete la classe in gruppi per condurre un lavoro di ricerca sulle sanzioni economiche adottate nei rapporti tra stati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quali sono state le misure più utilizzate? Quali hanno ottenuto l’effetto sperato?

Fonti per approfondire:

Riferimenti nei testi Zanichelli:

  • Monti, Per Questi Motivi, Articolazione RIM, vol. 2, pp. 192-204
Il pezzo è tratto dal sito Zanichelli “Ultim’Ora”. Gli approfondimenti di Economia politica sono a cura di Alberto Arcuri e Miriana Lanotte.