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Le forme di governo

Francesco Palermo, professore ordinario di Diritto pubblico comparato dell’Università di Verona, distingue le forme di governo in due grandi famiglie: presidenziali e parlamentari. Partendo dalla monarchia costituzionale e attraverso il ricorso a efficaci metafore, Palermo fornisce gli strumenti utili per comprendere e identificare i governi contemporanei.

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Francesco Palermo è professore ordinario di Diritto pubblico comparato nel Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona e Direttore dell’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research. Già Senior Legal Adviser dell’Alto Commissario OSCE, presidente del Comitato consultivo della Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa e Senatore della Repubblica. È Constitutional adviser del Congresso dei poteri regionali e locali del Consiglio d’Europa e membro del comitato scientifico dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea.

In questo Intervento d’Autore fornisce gli strumenti per distinguere tra le diverse forme di governo.

Per poter distinguere le varie forme di governo, di solito si guarda al rapporto tra potere legislativo (Parlamento) e il potere esecutivo (Governo). Se il potere esecutivo dipende dalla fiducia del Parlamento (come in Italia) siamo nell’ambito delle forme di governo parlamentari, altrimenti ci troveremo in una forma presidenziale.

La prima forma di governo analizzata nel video è la Monarchia costituzionale, dove il governo è sostanzialmente un organo ausiliario del Sovrano e il sistema funziona nell’accordo necessario tra il Parlamento e il Sovrano.

La forma di governo parlamentare è un’evoluzione della monarchia costituzionale: il governo non è più un organo ausiliario del sovrano ma è titolare del potere di indirizzo politico e dipende dalla fiducia del Parlamento, elemento che può provocare instabilità.

La forma di governo presidenziale vede invece la separazione tra Parlamento e Governo. Quest’ultimo non dipende dal rapporto di fiducia del Parlamento e il Presidente non ha il potere di scigoliere il Parlamento. Il Presidente viene eletto direttamente dal popolo, non è sfiduciabile dal Parlamento ed è titolare dell’indirizzo politico.

La “terza via”, ovvero il governo semipresidenziale ha una doppia legittimazione (presidente eletto, non sfiduciabile) ma c’è anche la presenza di un Governo, che ha bisogno della «doppia fiducia» di Parlamento e Presidente. 

Infine abbiamo il caso emblematico della Svizzera, che presenta un governo direttoriale, dove l’esecutivo è un Direttorio del Parlamento. Il Direttorio è sia governo che Capo dello Stato e non ci può essere la sfiducia.

Il video si conclude con l’analisi del caso italiano.


Crediti immagine: Pixabay

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