MOSTRE | Le diverse forme della storia dell’arte

Chiara Pilati

Si intitola La seduzione dell’antico la grande mostra allestita al museo MAR di Ravenna e ci racconta, attraverso un percorso che si snoda fra 130 opere del Novecento, come gli artisti contemporanei abbiano spesso, se non proprio sempre, tenuto un occhio fisso sul passato e sulla tradizione.

È vero, tradizione e contemporaneo sembrano due termini inconciliabili ma l’originalità e la modernità spesso passano attraverso una profonda conoscenza del passato, una sua revisione e reinterpretazione, una rilettura e citazione, che sono cosa ben diversa dalla “copia”.

Qualche artista si è anche divertito a dissacrare i capolavori del passato e in mostra c’è un famosissimo esempio di come la conoscenza e lo studio della storia dell’arte sia stata fondamentale a Marcel Duchamp per affermare una pratica che in realtà ne rovescia le regole.

Mettendo i baffi alla Gioconda di Leonardo, Duchamp apre le porte alla ricerca concettuale che farà si che da lui in poi l’arte cambi per sempre. Con un gesto minimo, che non prevede alcuna abilità tecnica, l’artista produce una nuova opera spostando semanticamente il lavoro originale da un contesto culturalmente elevato ad uno basso, a quello dello scherzo, producendo così quello che Freud chiama “motto di spirito” e strappandoci un sorriso. Quello che è in mostra non è in realtà il primo ready made che Duchamp fece utilizzando come “oggetto trovato” la Monna Lisa, ma quello che rifece nel 1955, intitolato “L’envers de la peinture”, aggiungendo un pennello e una tavolozza al primo con baffi e barba (L.H.O.O.Q. 1919)

Ancora alla Monna Lisa, ma anche allo stesso Duchamp, attinge Baj qualche anno dopo, nel 1965, per realizzare la sua ironica “Vendetta della Gioconda”, anch’essa presente in mostra. L’ artista realizzò un collage, dove al posto del volto della Monna Lisa mise quello di Duchamp, che, attraverso le lenti dei suoi occhiali, guarda con aria di superiorità verso lo spettatore, circondato da decorazioni e oggetti che ne accentuano l’ironia e lo scherzo.

Ma gli esempi di autori che prendono in prestito, citano o rielaborano simboli, personaggi e idee della storia dell’arte sono disseminati in tutto il Novecento e in mostra si trovano esempi illustri come Picasso, Savinio, De Chirico, Dalì, Morandi fino ad arrivare a Yves Klein, Andy Warhol, Parmiggiani, Paladino, Ontani, Paolini o Pistoletto.

Fino al 26 giugno 2016
La seduzione dell’antico
MAR – Ravenna
www.mar.ra.it
Prenotazioni visite guidate: tel. 0544 482487

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