Nel testo Conversazioni su Dante, lo scrittore russo Osip Mandel’štam si immerge nell’opera di Dante, in una esplorazione delle simmetrie che reggono la struttura della Commedia. A partire da una vicinanza esistenziale con il poeta, Mandel’štam – anch’egli un esiliato – scopre un Dante sempre attuale, capace di parlare la sua lingua musicale in un eterno presente.
Analizzando con strumenti quantitativi le parole della Commedia dantesca, Francesca Dragotto esplora i fonosimbolismi, ovvero come i suoni attivano simboli, senso e significato nella mente di chi parla una lingua.
La pagina social “Contenuti Zero” rilegge e reinterpreta con ironia la storia della cultura alla luce dei linguaggi del presente, facendo esplicito riferimento ai trend tipici dei social media e della messaggistica. Come si costruisce una narrazione di questo tipo? Lo spiega Elisa Mandelli.
In questa video intervista lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi analizza alcuni capisaldi dell'eredità dantesca e della sua poetica. L'opera di Dante ha fondato la lingua italiana e in un certo senso ne rappresenta un monumento ancora perfettamente conservato, come ha sostenuto anche lo scrittore russo Osip Mandel'štam.
La parola “oro” o la frase “Angolo bar a Bologna” sono palindrome, ovvero mantengono lo stesso identico significato se lette al contrario. Oltre ad aver ispirato anche matematici e scienziati, il palindromo è una figura retorica che può scatenare la creatività di chi scrive poesie e prosa.
La Divina Mimesis è un’opera di Pier Paolo Pasolini, nella quale l’autore riscrive e reinterpreta in prosa l’Inferno dantesco. Il suo inferno, però, non è nell’aldilà, ma è la Roma nella quale viveva tra gli anni Sessanta e Settanta. Andrea Tarabbia racconta la storia di Divina Mimesis, con un epilogo che si intreccia anche con la tragica scomparsa del suo autore.
Spesso i canti della Commedia vengono letti come episodi autonomi, ma non è così che Dante li aveva concepiti. Il professor Riccardo Bruscagli racconta come Dante chiudeva e apriva i suoi Canti, analizzando le strategie narrative che legano tra loro gli episodi del capolavoro dantesco.
Dal Battistero di San Giovanni a Firenze ai mosaici bizantini di Ravenna: Gloria Giudizi ci spiega come gli stimoli visivi ricevuti dal poeta ne abbiano nutrito l’immaginazione, influenzando la concezione della Commedia.
Quanto Dante c'è nelle parole che ancora oggi pronunciamo, o nelle frasi che inconsapevolmente citiamo? Mario Cannella ci aiuta a individuare i "dantismi" grazie a un'indagine approfondita nel cuore del vocabolario Zingarelli.
Le parole che usiamo mettono in evidenza schemi sociali e modi di vedere il mondo che non sono fissati nelle grammatiche delle lingue che parliamo. In questo video, la sociolinguista Vera Gheno spiega che l’italiano è una lingua che permette una pratica inclusiva e rispettosa: gli usi sessisti dell’italiano non sono giustificabili sul piano grammaticale, ma esprimono un punto di vista sul mondo che può essere cambiato.
Nel testo Bestiario nazista lo storico tedesco Jan Mohnhaupt ha approfondito la relazione tra nazismo e tutela degli animali. Il nazismo fu capace di inconcepibili atrocità su donne, uomini e bambini, ma al tempo stesso mitizzò il rispetto per alcune categorie di animali: una contraddizione evidente, che Andrea Tarabbia legge nel ruolo simbolico di alcuni animali per la propaganda di regime.
Il cleuasmo è una figura retorica che permette a chi parla di sminuirsi di fronte a chi legge o chi ascolta al fine di attirare la sua attenzione oppure per ragioni di strategia comunicativa. Andrea Tarabbia lo illustra a partire da una poesia, ma argomenta che come parlanti utilizziamo spesso il cleuasmo nei nostri discorsi, spesso per poter prendere posizioni e difenderle senza esporci troppo.
Sebbene appaiano come comportamenti comunicativi piuttosto diffusi, "che sono sempre stati fatti", le microaggressioni verbali sono veri e propri atti linguistici che possono causare dolore fisico e psicologico. Partendo da un'analisi sul peso delle parole, Francesca Dragotto illustra come riconoscerle ed evitarle.
Dopo aver spiegato la prolessi, cioè un’anticipazione sul futuro di una storia o di un racconto, Andrea Tarabbia presenta l’analessi, che della prolessi fa il contrario: essa riavvolge il nastro su qualcosa che è già successo rispetto al piano temporale del racconto, presenta azioni passate e spiega come siamo arrivati a un determinato sviluppo narrativo.
Quali sono i moventi e le cause della violenza maschile sulle donne? Andrea Tarabbia individua tre temi seguendo tre drammatiche storie che vengono raccontate dalla letteratura italiana (Giovanni Verga) e internazionale (Leonid Andreev e Thomas Hardy).
La letteratura ha una forte connessione con la speranza, che emerge anche nelle storie più drammatiche e quando tutto sembra compromesso. Attraverso l’analisi di quattro testi, Andrea Tarabbia parla di personaggi che sono stati vittime delle peggiori ingiustizie e di gravi abusi, ma che sperano fino all’ultimo che il domani possa essere migliore.
La prolessi è una figura retorica che consente a chi scrive di giocare d’anticipo e di rivelare sviluppi della trama sin dalle prime righe di un romanzo, incuriosendo chi legge. Andrea Tarabbia ci spiega come funziona e come può innescare un gioco tra chi scrive e chi legge.
Le parole a disposizione di chi parla una lingua vanno spesso al di là delle grammatiche e delle regole formali. Attraverso l’analisi della famiglia lessicale di “speranza” Francesca Dragotto mostra che le lingue sono in un continuo cammino e che, sempre in un gioco di parole, chi parla può sì errare, ma senza necessariamente sbagliare.
L’8 settembre è la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, istituita dall’Unesco nel 1965. Oggi, in Italia, l’analfabetismo da combattere è quello funzionale, il principale ostacolo alla conquista di una cittadinanza consapevole.
Se nel Rinascimento “prospettiva” era un termine che indagava come la realtà si presentava a noi, oggi, nell’era del POV, prospettiva è sinomino di punto di vista, inteso come interpretazione soggettiva della realtà.