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Aspetti antropologici delle religioni. Incontro con Franco La Cecla

Secondo Franco La Cecla il sentimento religioso è un aspetto connaturato all'antropologia. Che coinvolge in riti e usanze non solo i fedeli delle diverse religioni
La religione è un complesso sistema culturale molto difficile da interpretare. L'antropologo Franco La Cecla paragona le religioni alle varie lingue: tradurre da una lingua all'altra non sempre è semplice e lineare, anzi, a volte alcune parole o espressioni hanno poco senso al di fuori del loro contesto. Per La Cecla confrontare riti e aspetti religiosi a cavallo fra le varie fedi è ancora più difficile. In questa prima parte dell'intervento che Franco La Cecla ha affidato all'Aula di Lettere possiamo ascoltare la sua analisi sulla religione, in particolare con riferimento all'aspetto del credere che qualcosa esista al di fuori di noi. Una visione che, secondo La Cecla, va al di là anche delle religioni stesse e che coinvolge antropologicamente l'essere umano, quindi anche gli individui non credenti. Ecco perché secondo l'antropologo la visione della religione come "oppio dei popoli" non coglie gli aspetti più profondi del credere inteso pienamente e finisce per appiattirsi su un discorso ideologico.
Nella seconda parte il discorso di La Cecla si sposta sull'analisi di alcuni aspetti antropologici della religione. Eppure nonostante le difficoltà di confronto e "traduzione" da una religione all'altra alcuni elementi comuni e antropologicamente condivisi possono essere individuati. La Cecla pone l'attenzione sulla preghiera e su alcune caratteristiche universalizzabili. E non solo a livello di gestualità e riti: anche alcuni oggetti sono trasversali ai vari credi religiosi. Un esempio è quello che nel mondo cristiano viene chiamato "rosario".
 
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