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Ripensamenti d’artista

La campagna del Ministero della Cultura racconta incertezze e dubbi delle maestre e dei maestri dell’arte e della letteratura italiana

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Ripensamenti d’artista” è la nuova campagna social proposta dal Ministero della Cultura che si propone come un nuovo viaggio digitale alla scoperta del patrimonio dello Stato. Ogni settimana sui canali del Ministero sarà infatti proposto il racconto delle perplessità, dei pentimenti e delle correzioni che hanno accompagnato maestri e maestre dell’arte e della letteratura italiana.

La campagna segue due filoni: un filone dedicato alle arti figurative, che svelerà i segreti nascosti sotto agli strati pittorici di alcuni celebri capolavori italiani, e un filone dedicato al mondo della scrittura, che racconterà le tante revisioni che precedono le versioni dei testi che conosciamo.

A proposito delle opere di arte figurativa, saranno racconta sia alcune modifiche che si vedono a occhio nudo sia modifiche visibili grazie a procedure di restauro o a tecniche avanzate di indagine. Saranno svelati disegni e studi preparatori di sculture e monumenti, progetti architettonici di edifici e quartieri, decorazioni di librerie e soffitti. Alcuni approfondimenti saranno inoltre dedicati ad alcuni capolavori del Rinascimento e del Manierismo italiano.

Tra le opere protagoniste, vi è anche la “Cena in Emmaus” di Caravaggio, da cui prende origine il logo della campagna. Le analisi diagnostiche di riflettografia infrarossa attraverso le quali l’opera è stata analizzata, infatti, hanno mostrato come, in una prima versione del dipinto, nella parte sinistra della tela, fosse stata realizzata una finestra o una parte di un loggiato che si apriva su un paesaggio. Altre opere oggetto della campagna sono la “Pala di Sant’Ambrogio” di Botticelli conservata nelle Gallerie degli Uffizi, dove tra le pieghe dell’abito di Santa Caterina d’Alessandria si nascondono degli occhi; la “Madonna” del Beccafumi della Pinacoteca Nazionale di Siena, che teneva in braccio il bambino sul lato sinistro e non sul lato destro, come nella versione attuale; la “Crocefissione” di Masaccio, in cui un restauro eseguito nella metà degli anni '50 ha rivelato la presenza del particolare dell’Albero della vita, coperto nel corso del Seicento; la “Dama col liocorno” di Raffaello della Galleria Borghese, che inizialmente teneva in braccio un cagnolino.

Segni a matita, note a margine, appunti e cancellature testimoniano, invece, le rielaborazioni a cui sono stati sottoposti i testi di romanzi, saggi, articoli, tragedie e componimenti poetici. In base a quanto riportato sui testi originali di Grazia Deledda, Premio Nobel per la letteratura, il romanzo “L’Edera” doveva chiamarsi “Romanzo Sardo”. Versi cancellati e nuove strofe scritte ai margini del componimento “Il passero solitario” dimostrano come la versione iniziale fosse stata concepita da Giovanni Pascoli in modo diverso. Anche le ottave del canto 46 dell’”Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto sono state riviste molte volte, mentre le prime stampe del Codice Zanardelli rivelano la modernità del Codice penale che abolì per primo la pena capitale in tutta Italia.

Lo spot animato della campagna, pubblicato sul canale YouTube del Ministero della Cultura a questo link, si ispira alle “Cancellature” dell’artista contemporaneo Emilio Isgrò.

Per consultare la pagina Facebook e il profilo Instagram del Ministero della Cultura clicca qui e qui.

Crediti immagini
Homepage:
 Sandro Botticelli, Card della Campagna “Ripensamenti d’artista” (cultura.gov.it/ripensamentidartista)
Articolo: Caravaggio, Card della campagna “Ripensamenti d’artista” (cultura.gov.it/ripensamentidartista)