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Prendo la doccia e la porto via

"Prendere la doccia" in italiano suona piuttosto male - anzi, è alquanto incomprensibile - mentre in inglese è un'espressione del tutto corretta che equivale al nostro "farsi una doccia". Espressioni e collocazioni di questo tipo mostrano il legame inscindibile fra lingua e cultura, creando accostamenti naturali per i parlanti madrelingua ma per nulla scontati per gli altri

Questa notte ho dormito male perché la mia camera da sonno era terribilmente calda. Appena alzato ho preso una doccia, sono poi uscito per gettare benzina e andare a restituire il sangue. Prima di pranzo sono passato in banca dove ho rovinato i soldi e infine ho acquistato un braccialetto con pietre generose per mia sorella.

Chi ci raccontasse in questi termini la sua giornata ci creerebbe non pochi problemi. Non sarebbe infatti facile seguire il suo discorso. Probabilmente ci preoccuperemmo, considerando il nostro interlocutore fuori di senno tanto da compiere azioni stravaganti come gettare la benzina e procurarsi del sangue per poi restituirlo al mattino. Espressioni come camera del sonno, prendere una doccia, gettare benzina, restituire il sangue, spezzare i soldi e pietra generosa sono infatti difficilmente comprensibili nel contesto della narrazione. Eppure in altre lingue le stesse espressioni sarebbero comprese senza equivoci. Infatti una caratteristica propria delle collocazioni è che una stessa parola può combinarsi in modo molto diverso da una lingua all’altra, e dunque una collocazione in uso in una lingua non sempre ha un equivalente letterale in altre lingue. Tornando al racconto iniziale, חדר שינה, ovvero camera da sonno, è l'espressione ebraica per indicare la stanza dove si dorme; in italiano è la camera da letto. La collocazione inglese to take a shower, letteralmente prendere una doccia, trova in fare una doccia il suo equivalente in italiano. Echar gasolina, gettare benzina, è la collocazione spagnola corrispondente a fare benzina. L'espressione polacca oddać krew, la cui traduzione letterale è restituire il sangue, viene resa in italiano con la collocazione donare il sangue. In bulgaro развалям пари, rovinare i soldi, ha il suo equivalente italiano in cambiare i soldi. Infine la collocazione araba حجركريم, letteralmente pietra generosa, indica ciò che in italiano si definisce pietra preziosa. Poiché linguaggio e cultura sono legati in modo inscindibile, lingue diverse sono inevitabilmente espressione di culture differenti e le collocazioni, in quanto strutture lessicali attraverso le quali una comunità si esprime e veicola concetti, rappresentano un elemento caratteristico e distintivo di ciascuna lingua. Sebbene infatti la maggior parte dei termini di una lingua trovi in altre lingue un corrispondente letterale, le collocazioni usate per esprimere il medesimo concetto possono variare considerevolmente da una lingua all'altra tanto da risultare incomprensibili se tradotte in modo letterale. Questo perché la formazione e la sedimentazione delle collocazioni seguono percorsi diversi per ciascuna lingua e dipendono da fattori legati alla storia, alla sensibilità e alla cultura delle varie comunità che si riconoscono ognuna nella propria lingua. Basti pensare come l'espressione polacca oddać krew (restituire il sangue) trasmetta l'idea della condivisione di un elemento, il sangue, percepito quasi come patrimonio comune di cui non ci si può considerare proprietari assoluti mentre l'equivalente collocazione in italiano non ha in sé questa valenza e attribuisce al gesto il significato di un atto di generosità individuale. Oppure come lo stesso ambiente sia definito in ebraico da una funzione (camera da sonno), in italiano da un oggetto (camera da letto). Proprio per la loro peculiarità le collocazioni subiscono spesso l'interferenza linguistica da parte della lingua madre. Per un parlante non nativo la collocazione sbagliata è un pericolo sempre in agguato mentre un madrelingua difficilmente incorre in un errore di questo tipo. Non potendo infatti contare su regole certe per determinare la corretta combinazione dei termini, a volte si è portati a riprodurre una collocazione della propria lingua nella lingua straniera. Si rischia così di creare espressioni poco comprensibili oppure che non “suonano bene” e che un madrelingua non direbbe mai: se un anglofono esprimendosi in italiano dicesse “prendo la doccia”, un italiano probabilmente lo immaginerebbe passare con la doccia sotto il braccio.  Immagine per il box: Shower Head Water Drops 7-26-09 1, di Steven Depolo su flickr Immagine di apertura: Bruegel il Vecchio, "La torre di Babele" (via Wikimedia Commons)
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