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"Dall'Antica Grecia alla Rivoluzione Francese: città è amicizia"

Alla base dello sviluppo e dell'affermarsi delle città c'è l'amicizia. Fra storia e antropologia, Franco La Cecla tratteggia un percorso che va dall'antica Grecia alle moderne città occidentali
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La città è un'invenzione umana o un evento a suo modo naturale? Secondo Franco La Cecla, antropologo, docente di antropologia dei media e di antropologia dell’arte alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, la città è un prodotto umano peculiare. Non tutte le culture hanno sviluppato le città, alcuni popoli sono stati e sono a oggi nomadi.

Soffermandoci all'Europa, dalle polis greche alla Francia rivoluzionaria di fine Settecento passando per i Comuni italiani del Rinascimento la città europea cala le proprie radici e identità nella possibilità, per i concittadini, di fidarsi l'uno dell'altro, di eleggere liberamente i rapporti interpersonali, di andare oltre i legami familiari e dei clan. L'amicizia - la fraternité dei rivoluzionari francesi - costituisce da sempre uno dei fondamenti delle città. La democrazia stessa, da quella greca a quella attuale, trova nelle città soluzioni urbanistiche e architettoniche funzionali alla sua affermazione.

 
Crediti immagine: Box: Particolare del Pantheon, a Parigi. Di Tilemahos Efthimiadis, su flickr. Link  
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