Narro e quindi so, narro e quindi sono

Francesca Dragotto

Narro e quindi so, narro e quindi sono, perché la conoscenza e il modo in cui questa conoscenza ha preso forma nella mente di ogni individuo determinerà la visione del mondo che gli è propria e di cui si servirà per interpretare fatti e persone.

Questo è quanto ci racconta la lingua da sempre, per lo meno in ambito indoeuropeo, stando al significato originario proprio nel nucleo fondamentale gn- di narrare e narrazione, lo stesso di cognosco e gignosko, perciò di “conoscere”, ma anche quanto ci raccontano, oggi, le neuroscienze cognitive.

Unica sembra perciò essere la via mostrataci da passato e presente, da lingua e cervello: la nostra mente è stata modellata non per le storie ma dalle storie.

Per approfondire

GDLI, voce ’narrare’
http://www.gdli.it/sala-lettura/vol-xi/11

TLIO
http://tlio.ovi.cnr.it/

The American Heritage Dictionary Indo-European Roots Appendix

https://ahdictionary.com/word/indoeurop.html

Studia Universitatis

http://studia.ubbcluj.ro/download/pdf/1262.pdf

F. Dragotto, Ponti di sconoscenza. Una riflessione sul ruolo dei linguaggi delle narrazioni (e delle competenze) nello spazio sociale e comunicativo contemporaneo. Studia Ubb Philologia, LXIV, 4, 2019, pp. 131-146

(Crediti immagini: Pixabay, Pixabay)

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *