Analizzando con strumenti quantitativi le parole della Commedia dantesca, Francesca Dragotto esplora i fonosimbolismi, ovvero come i suoni attivano simboli, senso e significato nella mente di chi parla una lingua.
Le parole a disposizione di chi parla una lingua vanno spesso al di là delle grammatiche e delle regole formali. Attraverso l’analisi della famiglia lessicale di “speranza” Francesca Dragotto mostra che le lingue sono in un continuo cammino e che, sempre in un gioco di parole, chi parla può sì errare, ma senza necessariamente sbagliare.
In questo “sentiero” dedicato al futuro, Francesca Dragotto torna a riflettere sul legame tra linguaggio e percezione della realtà: parlare una lingua può portarci a vedere e immaginare un futuro che non vedremmo se ne parlassimo un’altra.
Se nel Rinascimento “prospettiva” era un termine che indagava come la realtà si presentava a noi, oggi, nell’era del POV, prospettiva è sinomino di punto di vista, inteso come interpretazione soggettiva della realtà.
Nel nuovo sentiero di parole, Francesca Dragotto esplora le origini del termine "follia", il suo sviluppo nella storia e il suo rapporto con il termine "normalità" alla luce delle opere di Alda Merini, Giorgio Gaber e Simone Cristicchi
La rivoluzione, dall'etimologia del termine a quella concreta avvenuta nelle scienze del linguaggio, a seguito di cambi di prospettiva e nuove scoperte scientifiche. Un sentiero "rivoluzionario" quello disegnato questo mese da Francesca Dragotto
Alla radice dell’intelligenza c’è la raccolta: il verbo latino “lego”, ovvero “raccogliere”, è l’origine del termine italiano “intelligenza”. L’intelligenza è una continua raccolta: di esperienze, conoscenze, informazioni. Una facoltà tipica degli esseri umani e, ultimamente, anche delle macchine.
Francesca Dragotto percorre un sentiero di parole avviato dal lemma “perplessità”, molto legato a Italo Calvino, e che si conclude con un neologismo inventato da un personaggio di Corrado Guzzanti, ovvero “perplimere”.
Per spiegare quanto dell’organizzazione sociale si annidi nei segni linguistici, in questo sentiero si considererà il caso delle marche di genere impiegate in italiano per distinguere femminile e maschile nell’ambito degli appellativi denotanti professioni.
In questo Sentiero di Parole Francesca Dragotto applica uno studio linguistico alla voce “Forme di governo”. Lo scopo è quello di agevolare gli insegnanti nella docenza di termini della linguistica attraverso l’analisi approfondita della pagina Wikipedia “Forme di governo”.
In questo sentiero di parole Francesca Dragotto parte dal tema delle “grandi dimissioni” per ripercorrere l’etimologia del termine “felicità”, passando da Lorenzo de’Medici e risalendo fino agli antichi.
Traendo spunto da “permacrisi” il sentiero di questo mese ripercorre per grandi linee la storia linguistica di “crisi” e va alla ricerca di nuovi membri della sua famiglia lessicale, con l'auspicio che una crisifobia diffusa possa mitigare il nucleo significativo più profondo di crisi, che la nostra lingua ha perso da tempo immemore...
Francesca Dragotto parla della demografia linguistica, che studia la distribuzione delle lingue tra le popolazioni da un punto di vista statistico.
Il sentiero di questo mese è un percorso metalinguistico da proporre in classe. Si basa sull’analisi della parola “libertà” a partire da una serie di strumenti e dizionari liberamente consultabili sul web.
Francesca Dragotto ricostruisce in questo Sentiero di parole l'origine del termine "Moda". Moda è un prestito dal francese "Mode", termine che deriva dal latino "modus", misura. "Modus" indica sia l'unità di misura che la misura intesa come giudizio di valore.
Francesca Dragotto racconta la realizzazione di una guida linguistica e scientifica da parte dell'Università di Torino, Lessico e Nuvole. In questo testo, giunto alla seconda edizione, è possibile trovare gli strumenti linguistici adeguati per imparare a usare le parole giuste quando si parla di cambiamento climatico.
Fake news è un termine che dal primo decennio di questo secolo si è fatto largo nello spazio linguistico italofono dopo “bufala”. Parola che proviene dalla lingua inglese e che significa “storie false che sembrano vere", le fake news sono diffuse su web e social e vengono create con l’intento di influenzare le opinioni pubbliche o per scherzo. Francesca Dragotto ci accompagna alla scoperta di questo termine raccontando anche la sua ricerca sul web grazie a un’analisi di Google trends.
Uno studio dell'Università Tor Vergata ha analizzato le abitudini alimentari degli italiani durante il lockdown tramite un sondaggio. Traendo ispirazione dai risultati offerti dallo stesso si è investigato l’intero repertorio della stampa italiana tramite una apposita banca-dati utilizzando come parole chiave le parole indicanti le abitudini più significative emerse dal questionario.
Narro e quindi so, narro e quindi sono. Le neuroscienze cognitive mostrano come la mente di sapiens sapiens, la nostra specie, sia stata modellata non per le storie ma dalle storie. In questo senso la conoscenza del mondo e il modo in cui questa conoscenza ha preso forma nella mente degli esseri umani ne determina la loro visione del mondo. Il radicale di riferimento del termine "narrazione" permette l’approfondimento linguistico, ma non solo, di questo concetto.
"Velocità" e "Veloce" sono termini fondamentali della lingua ma hanno una difficile de-finizione. Il radicale alla base di "veloce" è attestato nella famiglia linguistica indoeuropea, e non è presente solo nel ramo italico e latino ma anche in quello germanico. "Velocitare", "velocipedastro", "velocizzare": sono tutti termini che derivano da questa radice e che possono dare spunto a riflessioni interessanti