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Il passato ci parla Il cristallo della Commedia: Osip Mandel’štam lettore di Dante

Nel testo Conversazioni su Dante, lo scrittore russo Osip Mandel’štam si immerge nell’opera di Dante, in una esplorazione delle simmetrie che reggono la  struttura della Commedia. A partire da una vicinanza esistenziale con il poeta, Mandel’štam – anch’egli un esiliato – scopre un Dante sempre attuale, capace di parlare la sua lingua musicale in un eterno presente. 

Il passato ci parla Leggere il proprio tempo attraverso l’Iliade: Simone Weil e Rachel Bespaloff

Le filosofe Simone Weil e Rachel Bespaloff hanno pubblicato due saggi sull’Iliade nei primi anni ‘40 del Novecento. Anni segnati dall’orrore della guerra e delle persecuzioni razziali: nei saggi delle due filosofe Omero viene considerato una bussola per orientarsi nelle tragedie del presente. Pur con qualche differenza interpretativa su alcuni episodi, per Weil e Bespaloff l’impegno intellettuale si traduce in responsabilità civile e in un accorato ruolo etico.

Il passato ci parla Parlare con la propria voce. Una riflessione su violenza e imposizione del silenzio

In un mito greco riportato da varie fonti antiche, tra cui le Metamorfosi di Ovidio, lo stupro di Filomela da parte del cognato Tereo non è l’unico atto di violenza verso la donna: Tereo le taglia la lingua per impedirle di raccontare della violenza subita. Nell’analisi di questa storia, Roberta Ioli mostra come la violenza fisica si accompagna all’imposizione del silenzio, che però nel mito la protagonista riesce ad aggirare. 

Il passato ci parla Soltanto chi ha paura è capace di sperare

Scegliere il presente e desiderare il futuro. Unica dea benigna per i poeti greci arcaici come Teognide, la speranza era vista dagli antichi come una sensazione di difficile definizione che si collocava tra desiderio e paura. Roberta Ioli traccia un profilo della speranza vista con gli occhi degli antichi che si avvale anche della filosofia di Socrate, Platone e Aristotele e che riflette su concetto di passato, presente e futuro.

Il passato ci parla Prospettive dello sguardo: lo scudo di Achille e la «pittura d’ombra»

“Prospettive” deriva dal latino prospicere, formato da pro, “davanti”, e spĕcere, “guardare”. Roberta Ioli utilizza proprio la pittura e le arti figurative per analizzare l’idea di prospettiva in quanto percezione della realtà da parte di un osservatore collocato in una certa posizione.

Il passato ci parla Etty Hillesum alla scrivania: «si è sempre a casa sotto il cielo»

Esther Hillesum, scrittrice olandese nata nel 1914, affida a un’amica i suoi diari prima di essere deportata ad Auschwitz, dove muore nel 1943. Grazie a questo gesto oggi conosciamo la sua opera, nella quale la scrittrice riflette su temi come la spiritualità, la libertà, lo studio dei classici.

Il passato ci parla L’intelligenza degli antichi, tra sagacia, ingegno e congettura

Intelligenza è la capacità di lettura e di discernimento della realtà. Già gli antichi avevano definito questo concetto nelle sue diverse sfaccettature. Ce ne parla Roberta Ioli.

Sezioni Il futuro è alle nostre spalle, e giunge da lontano

Se il tempo in sé è un enigma, ancora più inestricabile è per noi l’enigma del futuro. Nelle lingue antiche l’espressione del concetto di futuro è complessa: Roberta Ioli ne offre un’analisi sia per il latino che per il greco.

Il passato ci parla Tra leggerezza e gravità: discorsi alati, parole come neve

Roberta Ioli analizza l’uso che Calvino fa del concetto di leggerezza attraverso un viaggio nelle origini antiche del termine.

Il passato ci parla Libertà, parresìa e cura: l’esempio di Socrate

Grazie all’analisi dei testi di Platone che parlano di Socrate, perfetto filosofo “parresiastico”, Roberta Ioli ci accompagna alla scoperta del concetto di libertà nel mondo antico. Il greco antico per esempio, aveva due parole distinte per indicare il concetto di libertà: Eleutheria, libertà nell’accezione politica, e Parresìa, libertà di parola.

Il passato ci parla A partire da un vuoto semantico: tollerare, portare, sopportare

L’idea di tolleranza nel mondo classico si ricostruisce partendo dalla sua negazione ed è distante dai concetti moderni e contemporanei. Roberta Ioli traccia un breve vocabolario ragionato delle parole greche e latine legate alla tolleranza.

Il passato ci parla Felicità è fertilità dell’animo: le vie degli antichi

Roberta Ioli descrive le varie accezioni del termine “felicità” del mondo antico presentando le visioni di Socrate, Pindaro e Aristotele.

Il passato ci parla Krisis: dal giudizio alla scelta, dalla crisi al cambiamento

Il termine “crisi” deriva dal greco krisis, che significa “scelta”, “separazione”, “giudizio”. Alludeva infatti alla perizia con cui gli agricoltori separavano il grano dalle piante infestanti ma ha poi assunto diversi significati e sfumature, di cui ci parla Roberta Ioli, in ambiti come quello filosofico, storico, politico e scientifico.

Il passato ci parla Moltitudine, massa, folla

A partire dal greco dêmos (δῆμος), traducibile con «popolo», derivano termini come «demografia», «democrazia», «demoecologia», per citarne solo alcuni. Roberta Ioli ripercorre il lungo cammino del dêmos verso l’idea di popolo.

Il passato ci parla Isonomia: un’uguaglianza difficile da conquistare

Roberta Ioli ci accompagna alla scoperta del termine Isonomia, alla lettera “parità di diritti”. Si tratta di un concetto complesso, nella cui articolazione è implicito il riferimento al suo opposto, cioè l’idea di diversità.

Il passato ci parla Clima, cambiamento, armonia: lo sguardo degli antichi sull’ambiente
Gli antichi Greci non ci hanno tramandato un concetto preciso per definire il rapporto tra essere umano e ambiente. Eppure, in diversi racconti, troviamo umani puniti dalla natura e dalle sue divinità per aver utilizzato le risorse in modo indiscriminato: Roberta Ioli analizza l'Agamennone eschileo, l'Inno a Demetra di Callimaco, Le opere e i giorni di Esiodo.
Il passato ci parla Cosmetica, cosmo, bellezza
Roberta Ioli racconta quale fosse nel mondo antico l'idea di bellezza e di cosmetica, passando per le opere di Platone, Galeno, Gorgia di Lentini. Secondo Platone per esempio, la cosmetica non provvederebbe alla bellezza autentica, ma sarebbe responsabile di una bellezza posticcia, artefatta.
Il passato ci parla La prima donna: Pandora, l’indefinibile
Prima donna a comparire sulla terra, Pandora segna la fine dell’età dell’oro: incarna la distanza incolmabile rispetto al mondo divino e tuttavia la sua bellezza, simile a quella delle dee, la rende memoria di un’originaria condivisione. Con lei si apre il divario tra identità e differenza, e si afferma il regno della duplicità: Pandora è soglia tra bene e male, punto di intersezione tra cielo e terra, tra natura e cultura.
Il passato ci parla Verità, falsità e il giusto inganno della poesia antica
L’epica greca tende a distinguere falsità e inganno, riconoscendo nel primo l’atto linguistico del dire ciò che non è in rapporto alla realtà e ai suoi accadimenti. Molto più complesso è il lessico dell’inganno, a cui corrisponde una ricca varietà di sfumature in base al grado di distacco e deviazione dalla verità, o al suo occultamento.
Il passato ci parla L’Ulisse di Dante, tra profezia e meraviglia
L'Ulisse dantesco è una figura che si staglia sull'immaginario letterario con tutta la sua forza, capace di accogliere le interpretazioni più varie, di epoca in epoca: da eroe simbolo di desiderio di sapere a conoscitore di un nuovo mondo, a eroe ribelle e titanico, che sfida i limiti imposti all'essere umano. Un 'universale' letterario che spiega cosa significa "essere un classico".